Volti della processione del Venerdì Santo di - Laura Quieti

Laura Quieti. E chi è costei? Una socia del gruppo fotografico La Genziana che si sta facendo spazio in mezzo ai veterani del gruppo mostrando belle immagini. Appassionata di montagna è una bravissima accompagnatrice di media montagna. Le sue immagini ritraggono molto valli e fiori delle nostre stupende vette, ma qualche volta si diletta anche a girare per l'Abruzzo immortalando le vecchie tradizioni. Questa la sua descrizione. Venerdì Santo 2015 a Chieti - Volti della processione. La processione del Venerdì santo di Chieti ha origini altomedievali, coincidenti con la ricostruzione dell’antica Cattedrale che ai giorni d’oggi costituisce la cripta della nuova.La struttura attuale della processione è frutto di successivi arricchimenti che iniziano nel XVI secolo, periodo di nascita dell’’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, alla quale è demandata la preparazione e gli allestimenti.Nei secoli successivi si aggiungono le altre confraternite, vengono effettuate alcune modifiche sulla presenza dei Simboli ed entra il coro che dal 1740 intona lo struggente Misere di Saverio Selecchy, maestro di Cappella del tempo. Venerdì 3 aprile: il tempo non promette nulla di buono, il cielo è cupo, occupato da nuvole nere e basse. La tradizione vuole che la processione si svolga con qualsiasi condizione atmosferica; il sacro corteo non si è fermato nemmeno davanti alla Seconda Guerra mondiale, figuriamoci di fronte alla pioggia. Mi chiedo se sarò io a fermarmi, ma sono decisa a partecipare, tenendo d’occhio il cielo che a mano a mano sembra aprirsi. Ed in effetti è così, inaspettatamente il sole ha la meglio ed illumina con raggi caldi piazza San Giustino, dalla quale partirà il corteo. Nella Cripta i membri dell’Arciconfraternita si preparano, indossano una tunica nera, mozzetta gialla e cappuccio nero. A loro va l’onore di condurre le statue del Cristo morto e dell’Addolorata Qualche cantore trova un momento di raccoglimento prima di intonare, assieme agli altri 150 elementi, le note del Miserere. La chiesa è gremita,

assorta nell’ascolto della Passione di Cristo. In piazza le altre confraternite iniziano a radunarsi. Leggendo i volti di chi ne fa parte si ha la sensazione di non trovarsi di fronte a semplici figuranti, ma a veri interpreti della tradizione cittadina, fieri di esserci anno dopo anno. Sotto la luce radente del tramonto si fa silenzio: dalla Cattedrale escono gli stendardi delle confraternite, i Simboli, il Capitolo Metropolitano assieme all’Arcivescovo e i cavalieri del Santo Sepolcro, il Cristo velato e l’Addolorata. La scalinata sembra dilatarsi per accogliere 120 musici e 150 coristi che, in un unico afflato, intonano il Misere in sol Minore, il cui testo rimanda al Salmo 50 del Salterio “Miserere mei Deus, secundum magnam misericordiam tua… Cor mundum crea in me Deus: et spiritum rectum innova in visceri bus meis. Miserere mei Deus…”.In un rispettoso silenzio la processione si incammina per le vie della città. La piazza ne attende il ritorno sotto la luce della luna piena. Laura Quieti. GUARDA LE IMMAGINI.