G.F.La Genziana Uscita sul Bivacco Fusco e Anfiteatro Le Murelle

Oramai i soci de La Genziana sono diventati provetti escursionisti! Nemmeno le partenze di buon’ora o il caldo tropicale dell’estate 2015 sembrano distoglierli dal proposito di inerpicarsi sui monti d’Abruzzo. Ed in effetti fatica e sacrificio sono ben ripagati: respirare l’aria leggera dei 2000 metri, ascoltando il canto del vento che soffia sulle cime arruffando le nuvole, è il giusto premio per questo manipolo di intrepidi fotografi-escursionisti. La meta concordata da tempo è il Parco Nazionale della Majella ed in particolare il bivacco Carlo Fusco, a quota 2450 mt slm, con l’obiettivo di incontrare i camosci che si muovono nell’area circostante, dal monte Acquaviva all’Anfiteatro delle Murelle. Riusciamo a conquistare il passaggio della comoda navetta messa a disposizione del Parco per evitare i 4 km di strada (interdetta alle auto) che separano il rifugio Pomilio dall’imbocco del sentiero e che, di ritorno a piedi considerando marcia e stanchezza, sembrano raddoppiare. Scendiamo quindi con tanti ringraziamenti e veniamo immediatamente accolti dalla brezza montana e dalla bellezza dello scenario che si apre davanti ai nostri occhi.

Il profumo resinoso del pino mugo riempie i polmoni ad ogni passo, mentre lo sguardo si intrufola tra le pieghe delle selvagge valli che dal crinale su cui si cammina scendono verso valle: Selvaromana e Le tre Grotte ad est, l’Orfento ad ovest. Giungiamo senza fatica al fontanino di Sella dell’Acquaviva, sosta obbligata per ritemprarsi prima di affrontare la salita tra la mugheta e i massi intarsiati di fossili. Ed è su questa salita che i foto-trekkers dimostrano il meglio della loro prestanza: un gruppo compatto e unito, passo dopo passo senza cedimento con un’unica e doverosa pausa per rendere omaggio alle numerose fioriture di Pinguicola, una delle due uniche piante carnivore presenti in Italia. Le nuvole si muovono veloci, a tratti sembrano inghiottire il gruppetto che tuttavia non cede. Ben presto ecco la meta, il bivacco Fusco dal suo caratteristico colore giallo. Altri escursionisti sono seduti poco distante, e fissano la cortina di nuvole come fosse il telo di un teatro che da un momento all’altro si alzerà per dare il via allo spettacolo. La cima delle Murelle è in effetti davanti a noi, così come l’anfiteatro morenico ancora chiazzato da lembi di neve. Attendiamo pazienti ed alla fine veniamo ricompensati. La Montagna Madre acconsente di togliere il velo e mostrare la sua cima più caratteristica, un vero e proprio scrigno che racchiude i fossili più belli di quella che fu anticamente una barriera corallina. Di camosci nemmeno il fischio, inteso nel senso letterale del loro verso, ma non importa, tutto è così bello che non ci sentiamo delusi. Di ritorno altre due tappe d’obbligo: la prima sui ghiaioni dove la delicatezza del Papaver Julicum non dichiarerebbe la tenacia del suo essere un relitto glaciale. La seconda alla Tavola dei Briganti, dove le numerose scritte raccontano non solo dei pastori, ma anche dei briganti che venivano a trovare rifugio sulla Majella nel periodo immediatamente successivo all’unificazione d’Italia. Facciamo ritorno al luogo dove la navetta ci riporterà alle nostre auto. Le nuvole sembrano quasi aver atteso il termine dell’escursione prima di chiudersi del tutto. Ed in effetti lo spettacolo è terminato, ma profumi, scenari ed emozioni scendono con noi a valle. Laura Quieti. GUARDA LE IMMAGINI.