G.F. La Genziana - Fondo della Salsa e Castelli

Fondo della Salsa e Castelli. La catena del Gran Sasso, protetta dal parco nazionale che la vede unita ai monti della Laga, è nota ai più per almeno due aspetti: il Corno Grande, cima più alta dell’Appennino e Campo Imperatore, reso celebre da numerosi film e altrettanti spot pubblicitari. Ma l’intera area del parco presenta aspetti di grande bellezza paesaggistica e naturalistica e non necessariamente si deve ricorrere ad ascensioni lunghe o impegnative. L’itinerario intrapreso dall’agguerrito gruppo di foto-trekker de La Genziana ci ha condotti alla base del Monte Camicia, versante nord, per visitare il nevaio del Fondo della Salsa. E’ situato a poca distanza dal caratteristico borgo di Castelli, a circa 1250 mt slm e quest’anno il suo fronte è particolarmente esteso, sicuramente per via del lungo e nevoso inverno vissuto. Una volta usciti dal bosco si spalanca agli occhi l’imponente verticalità della parete rocciosa, solcata da numerose cascate stagionali e alla cui base scorrono le gelide acque del torrente generato dallo scioglimento del nevaio. Tutto intorno è un fiorire di sassifraghe, orchidee, genziane, peonie e aquilegie mentre lo sguardo si perde nel blu del vicino Adriatico. Ricchissimi sono gli spunti per scattare foto ed ognuno riporta il suo bottino di immagini catturate alla natura. Non ultime sono quelle di Castelli, uno dei paesi più antichi dell’Abruzzo teramano il cui nucleo è abbarbicato a grappolo di fronte la parete del Camicia. Le ricche cave di argilla hanno offerto la materia prima per le ceramiche forgiate già in epoca etrusca, ma diventate famose soprattutto nel 1500, epoca di massimo splendore per quest’arte che non cessa comunque di essere artigianale. Oltre agli scorci su questo borgo ascritto ai più belli d’Italia, ci concediamo la visita alla chiesetta di San Donato per ammirare il suo splendido soffitto maiolicato. Col naso all’insù e le fotocamere al lavoro ciascuno coglie particolari di quella che è stata definita la Cappella Sistina della maiolica, composta da 800 mattoni realizzati agli inizi del 1600. La giornata si conclude così, quasi a malincuore, ma consapevoli di aver avuto la bellezza come compagna. Laura Quieti. GUARDA LE IMMAGINI