La Processione di San Cetteo - Laura Quieti e Rossella Poggiali PDF Stampa E-mail

 

 

 

13 giugno, 1 domenica di luglio e 10 ottobre. Non ci sono tanti santi a poter vantare tre giorni in cui viene ricordato il loro operato terreno, ma tra questi c’è Cetteo, iscritto nel Martirologio Romano al 13 giugno, celebrato come patrono di Pescara e della sua Arcidiocesi il 10 ottobre e tornato da qualche anno alla ribalta la prima domenica di luglio con la processione lungo il fiume fino alla foce. La storia più comunemente conosciuta vede in Cetteo il vescovo di Amiterno (attuale San Vittorino nei pressi di L’Aquila), accusato di tradimento e martirizzato per annegamento nel vicino fiume Aterno con una pietra al collo. Nonostante questo la corrente trasportò il suo corpo verso il mare e fu rinvenuto miracolosamente alla foce del fiume Pescara per diventare poi il patrono della città. Le prime notizie dei festeggiamenti estivi in onore del santo risalgono al 1898 e avevano un carattere fortemente identitario soprattutto per la Pescara di allora, non ancora fusa con Castellammare; c’era il festoso suono delle bande a riempire l’aria, c’erano disfide acquatiche e giochi, c’era l’albero della Cuccagna sul fiume per i più intrepidi, c’era la tenue luce dei lumini galleggianti sull’acqua a simboleggiare le anime dei propri cari. Col passare degli anni la festa subì il declino fino ad avere un arresto attorno agli anni 1960. Dobbiamo arrivare al 2018, grazie alla volontà dell’abate della Cattedrale, dell’amministrazione cittadina e delle tante associazioni coinvolte, per rinverdire i festeggiamenti, al culmine dei quali è la processione in cui il Santo è accompagnato da uno stuolo di imbarcazioni verso la foce da cui benedice la città che lo ha elevato a suo Santo.

 

 

Laura Quieti

 

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